Grazie Milano Cortina 2026, è stato un onore essere parte di questa avventura.
Grazie agli atleti (e agli ex atleti!) per avermi pazientemente aiutata a mettere a fuoco la portata del nostro lavoro: un grande evento sportivo, certo, il più grande di tutti. Ma in realtà molto di più: un tornado di energia, di contaminazione tra popoli apparentemente molto lontani tra loro, di rispetto reciproco, di senso di comunità, di tifosi orgogliosi di indossare la maglia della loro nazionale, ma poi sempre pronti ad applaudire anche le altre; uno stimolo per aziende e realtà del terzo settore a portare il loro contributo, a lasciare un segno.
Un’organizzazione incredibile, resa possibile da un’alleanza fortissima tra istituzioni e cittadinanza, nell’ostinata volontà di mettere in piedi qualcosa di indimenticabile, coinvolgendo la città, ma senza stravolgerne i ritmi e le abitudini, come in altre edizioni era successo. I Giochi hanno abbracciato Milano e Milano ha saputo accogliere e amare i Giochi: una sinergia perfetta.
Resta e resterà quello che considero un cambio culturale: oggi sappiamo che lo sport deve essere sempre tra le priorità, come parte del percorso educativo dei più giovani e come parte della vita quotidiana dei meno giovani.
Rimane in eredità Generazione Sport, il fondo del Comune di Milano per rendere lo sport accessibile anche a chi fa più fatica; rimane @fuoricampo_milano con i suoi 300 eventi sportivi gratuiti nei quartieri milanesi, tutti nel 2026. Rimane una metropolitana più accessibile, grazie a 187 cantieri frutto di un grande investimento pubblico e di un grande lavoro del Comune di Milano e di @atm_milano.
Team @milanocortina2026, grazie per esserci stati e per averci sempre creduto, per non aver mai mollato, per non aver mai concluso una riunione senza una battuta o un sorriso.
Avanti Milano(Cortina) e avanti milanesi: oggi possiamo e dobbiamo essere tutti orgogliosi di noi.
E, come in ogni momento dal 6 febbraio ad oggi: grazie Roberta, so che sei sempre stata qui.