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DALLE STRADE AL CONSIGLIO COMUNALE: IL PERCORSO DI MILANO STREET LAB

Le porte di Palazzo Marino si sono aperte a ragazzi e ragazze che ogni giorno vivono i quartieri di Milano e che, grazie al progetto Milano Street Lab, hanno avuto l’occasione di portare la propria voce direttamente dentro l’aula del Consiglio comunale.

Milano Street Lab, promosso dal Comune di Milano, è un programma che da gennaio 2025 ha rafforzato e diffuso l’educativa di strada in tutta la città. Un lavoro capillare che attraversa decine di quartieri, nei nove Municipi, grazie all’impegno quotidiano di 40 professionisti tra educatori ed esperti. Non si tratta di un intervento calato dall’alto, ma di una presenza costante e radicata: un lavoro fatto di ascolto, fiducia e relazioni costruite nel tempo, lì dove i giovani vivono davvero.

È proprio da questa presenza nei territori che è emerso un bisogno tanto semplice quanto potente: essere ascoltati. Non in modo episodico o simbolico, ma in maniera autentica e continuativa. Un primo momento di confronto si è tenuto l’11 dicembre presso l’Auditorium Enzo Baldoni, dove i ragazzi hanno iniziato a condividere esperienze, bisogni e aspettative.

Ma quel confronto non poteva restare isolato. Per questo il percorso è proseguito con un passaggio ancora più significativo: l’ingresso a Palazzo Marino, cuore istituzionale della città. Qui, nell’aula del Consiglio comunale, i giovani hanno potuto parlare direttamente con le istituzioni, esprimendo con chiarezza cosa si aspettano da chi governa Milano.

Per due ore, lo sguardo sulla città si è ribaltato. Milano è stata osservata attraverso gli occhi di chi la vive quotidianamente nei suoi spazi informali, nelle piazze, nei cortili, nelle periferie. Il messaggio emerso è stato netto: servono più luoghi accessibili dove incontrarsi, studiare, esprimersi liberamente e costruire relazioni. Spazi non solo fisici, ma anche sociali, in cui sentirsi accolti e protagonisti.

Negli ultimi anni, la città ha iniziato a dare risposte concrete a queste richieste. Progetti come Open Casello, Baroni 85 e Spazio S.T.Art, insieme ai 30 Centri di Aggregazione Giovanile attivi sul territorio, rappresentano già un primo passo verso una rete diffusa di opportunità. E il percorso non si ferma qui: nuovi spazi e iniziative sono in fase di sviluppo, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’offerta.

In questo contesto, l’educativa di strada si conferma come una vera e propria “antenna” sul territorio. È il primo punto di contatto con i giovani, capace di intercettare situazioni di fragilità e trasformarle in occasioni di crescita attraverso sport, cultura e partecipazione attiva. Un lavoro spesso invisibile, ma fondamentale per prevenire il disagio e costruire percorsi alternativi.

Nella stessa direzione si muove anche la Rete Orientamento Giovani, che offre strumenti concreti a chi è alla ricerca del proprio futuro, supportando i giovani nelle scelte formative e professionali.

Il percorso avviato con Milano Street Lab dimostra che ascoltare non è un gesto formale, ma un processo che richiede tempo, continuità e responsabilità. Portare i giovani dentro le istituzioni è un passo importante, ma lo è ancora di più tradurre le loro parole in azioni.

Perché una città che vuole essere davvero inclusiva non si limita ad ascoltare: costruisce insieme, giorno dopo giorno, le condizioni perché ogni giovane possa trovare il proprio spazio e il proprio futuro.