Le mie idee

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MILANO SOSTENIBILE

L’ambiente è libertà condivisa. Sia l’uno che l’altra si basano sullo stesso principio della responsabilità individuale: nessuno deve pagare per le colpe di altri, né oggi né domani. Le città hanno un ruolo diverso rispetto a quello dei grandi Stati nazionali, ma devono essere laboratorio e campo privilegiato della conversione ecologica. Non servono brutali passi indietro rispetto alla qualità della vita, ma un cambio di modello di sviluppo, in cui il progresso tecnologico è il nostro miglior alleato. La sostenibilità che è divenuta una parola chiave del nostro tempo sta nel passaggio dall’economia lineare (basata su consumo e scarto) a quella circolare che fa uso efficiente delle risorse. Non si tratta di formule magiche ma di indicatori concreti: sharing mobility, concentrazione di Pm10, diffusione di eco-brevetti e green jobs. Sotto molti parametri Milano è la città più circolare d’Italia e fra le prime in Europa, ma occorre lavorare ancora su congestione del traffico, verde urbano e polveri sottili.

MILANO ACCESSIBILE

La società aperta che vogliamo richiede prima di tutto una città accessibile. Accessibile ai suoi cittadini attraverso l'eliminazione delle barriere sociali, economiche, culturali e architettoniche. Accessibile agli studenti, italiani e non, che rappresentano il più grande investimento sul futuro della città. Studenti che devono avere la possibilità di studiare a Milano e di rimanervi anche al termine del percorso di formazione: politiche di incentivo a rimanere in città sono fondamentali per non disperdere la ricchezza e il capitale sociale che le università milanesi hanno sviluppato.

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MILANO VIVACE

Lo sappiamo tutti, i cinque anni fra l’Expo e la pandemia sono stati un periodo d’oro per Milano: non più solo un’efficiente “sala macchine” ma anche uno spazio giovane, attrattivo, vivace. Il Covid ha senz’altro cambiato il mondo, ma la nostra città ha tutte le carte in regola per conservare e migliorare la sua vocazione di città da vivere. Perché non venga abbandonata dai giovani, studenti e lavoratori, dalle giovani coppie e dalle giovani famiglie. Perché non diventi una città da cui scappare appena si finisce di lavorare, ma rimanga la città del tempo libero, delle aree gioco per bambini, dei concerti, dei grandi eventi. La pandemia ci ha costretti a chiuderci nelle nostre case, ora è più che mai fondamentale restituire lo spazio pubblico alle persone: regolamentando i dehors, individuando le soluzioni migliori grazie all'urbanistica tattica, procedendo con i progetti delle diverse piazze aperte.

MILANO DELLA PARITÀ DI GENERE

Spesso si sente parlare di diritti ed economia come fossero mondi diversi o addirittura contrapposti: il tema della parità di genere rende invece evidente come questi vadano di pari passo. Ancora oggi la piena valorizzazione del genere femminile è infatti il più importante bacino di potenziale per la crescita anche economica della società. Strumenti come il Bilancio di genere adottato nel 2021 dal comune di Milano consentono di analizzare le scelte di un’amministrazione in un’ottica di genere individuando punti di forza e di debolezza. In un contesto generalmente più favorevole per le donne rispetto alla media nazionale e con buon equilibrio di genere nella amministrazione e nelle partecipate, resta del lavoro da fare nella società per esempio attraverso certificazioni di genere per aziende su KPI come gender gap, salary gap e politiche per la genitorialità, definendo meccanismi di premialità nell’eccesso ai bandi pubblici per le aziende certificate.

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MILANO DELLA GIUSTIZIA INTERGENERAZIONALE

La giustizia intergenerazionale è il miglior indicatore di una politica lungimirante e deve rappresentare il principio imprescindibile della amministrazione della nostra città. Milano conta oggi circa 300.000 giovani tra i 15 e i 34 anni: studenti, giovani professionisti, giovani famiglie che si trovano in una situazione di precarietà mai vista prima. La distribuzione dei redditi italiani ha infatti una sola costante: il reddito medio dei più giovani diminuisce in modo costante tra il 1975 e il 2017 (dati Oxfam Italia). Per invertire questa tendenza sono necessarie, tra le altre cose, il supporto abitativo, politiche attive del lavoro, politiche di genitorialità inclusiva, che aiutino i giovani a lasciare il proprio nucleo familiare con le loro gambe e in tempi giusti. Una città votata al futuro come milano deve rimettere al centro il presente dei giovani, renderli cittadini attivi, consapevoli e coinvolti nella nostra comunità.
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MILANO DELLA GIUSTIZIA INTERGENERAZIONALE

La giustizia intergenerazionale è il miglior indicatore di una politica lungimirante e deve rappresentare il principio imprescindibile della amministrazione della nostra città. Milano conta oggi circa 300.000 giovani tra i 15 e i 34 anni: studenti, giovani professionisti, giovani famiglie che si trovano in una situazione di precarietà mai vista prima. La distribuzione dei redditi italiani ha infatti una sola costante: il reddito medio dei più giovani diminuisce in modo costante tra il 1975 e il 2017 (dati Oxfam Italia). Per invertire questa tendenza sono necessarie, tra le altre cose, il supporto abitativo, politiche attive del lavoro, politiche di genitorialità inclusiva, che aiutino i giovani a lasciare il proprio nucleo familiare con le loro gambe e in tempi giusti. Una città votata al futuro come milano deve rimettere al centro il presente dei giovani, renderli cittadini attivi, consapevoli e coinvolti nella nostra comunità.

MILANO CULTURALE

La vivacità culturale di Milano è da sempre un nostro fiore all’occhiello. La nostra città ha capito da tempo che con la cultura, dalle sue forme più raffinate a quelle più pop, si mangia e si deve mangiare. La crisi pandemica è stata durissima in particolare per le imprese dei settori performing arts e arti visive e quelle operanti nella conservazione del patrimonio storico e artistico. Nel mondo post-covid dovremo rovesciare paradigmi stantii: gli artisti sono partite IVA e imprenditori non meno degli altri; hanno bisogno di vendere il proprio prodotto e di lavorare non meno degli altri, anche se a loro è stato impedito di farlo più che ad altri in questo ultimo periodo. Il rinascimento culturale di Milano avrà come modello dati del 2019 considerevoli, in cui l’apporto del Sistema Produttivo Culturale Creativo si è avvicinato al 10% sia come prodotto sia come occupazione (a fronte di una media nazionale non molto superiore alla metà). La potenza generativa di valore economico si fonda sulla partecipazione culturale, in grado di innescare da una parte l’incremento del patrimonio cognitivo condiviso, fattore essenziale per la crescita economica generale; dall’altra la promozione di forme di cittadinanza attiva sempre più consapevole e coesa. È per questo che oltre alla essenziale digitalizzazione è necessario creare nuovi spazi fisici di cultura, sopratutto nelle cosiddette periferie, e fornire supporto con nuove iniziative nel segno di quelle già intraprese come “Milano, che spettacolo!” anche grazie ai fondi del PNRR.

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